Sorridere per sconfiggere le proprie intolleranze alimentari sembra una terapia
di Patch Adams, ma la verità è che
sorridiamo solo davanti ad una macchina fotografica o per una barzelletta ben
formulata, non ridiamo più di gusto. Abbiamo perso la semplicità dei bambini.
Gli aborigeni sono bambini, e noi abbiamo perso quella primitiva semplicità
intuitiva. Ormai noi siamo adulti, e abbiamo perso la genuinità dell'uomo delle
praterie, dell'uomo delle pianure infinite. Siamo sempre più intolleranti alla
società, alle regole, ai veleni industriali e sempre di più le nostre
intolleranze alimentari ci invadono dentro come una malattia purulenta. Abbiamo
perso una parte sacra di noi tanto tempo fa. Nell'istante in cui ci siamo fatti
assorbire da questo maledetto sistema. Nel momento preciso in cui ci siamo fatti
assorbire dal tessuto sociale abbiamo perso la nostra tanto meritata
individualità e l'abbiamo regalata ad un sistema che non ci appartiene.
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Mentiamo per questo sistema scegliendo oggetti che non vorremmo mai, indossiamo
mutande con il nome di qualcun altro, occhiali fregiati con la firma di qualche
porno star, compriamo magliette e lattine invitati da belle e attraenti colori e
gusti esotici che non abbiamo mai realmente assaggiato. Tutte menzogne le
nostre, nelle quali navighiamo ogni dannato giorno,
e tutte falsità quelle del sistema
mondiale che ci ha assuefatti dagli slogan tivù bombardandoci la mente con
stronzate inaudite come quando bombardiamo di radiazioni un cancro che non vuole
cedere.
Noi siamo il cancro ai testicoli del sistema e quando ci comportiamo male
veniamo o puniti o tagliati via dal sistema stesso, che come ogni animale
mostruoso ha un suo metabolismo e digerisce ogni creatura spolpandola fino
all’osso, per poi gettarla quando inservibile. L’intolleranza alimentare è un
fenomeno recente del mondo industrializzato, ipercivilizzato, ipertecnologico e
dannatamente stupido.
Il grande sistema per controllarci deve regolarci e tenerci sotto il continuo
esame con la sua dose quotidiana di droga mediatica. Se qualcuno di noi alza i
toni, va contro il sistema e contro le regole generali di buon comportamento e
viene epurato. Una sorta di Auschwitz
legalizzata da leggi lineari e geometriche, le cui radici partono tutte da un
concetto base: fare tanti soldi. Farli fare alle Holding Mondiali
dell’Alimentazione. Le stesse che hanno i brevetti dei semi transgenici e
controllano le filiere agroalimentare, le stesse che producono fertilizzanti e
ci costringono in modo elegante e suadente a mangiare solo i loro alimenti. Le
intolleranze alimentari nascono per un vizio di forma nella nostra dieta
quotidiana, per un atteggiamento innaturale del nostro stesso sistema.
Viviamo sotto questo grande dio del denaro che è il
deus ex macchina, controllore
simbolico di ogni nostro gesto. E allora i ragazzi si drogano per anestetizzarsi
ed essere tagliati via dal sistema, ibernarsi nel sistema, prima che il sistema
li tagli fuori sul serio. È un sistema che mente il nostro, è un maledetto e
straordinario sistema che mette tutto a tacere anche fra i giovani diciottenni
che stanno nel loro pieno potenziale creativo, sessuale, ormonale, espressivo,
muscolare. Eppure si anestetizzano drogandosi
per estraniarsi dal mondo, parcheggiati fino a trent'anni e poi escono
con la testa fuori quando per il sistema sei ben fritto a livello neurale per
decidere di testa tua. Alla fine decidi con la testa delle Holding. Lavori per
loro gratis, facendo esattamente gli stessi gesti delle Bratz, bevendo il caffè
alla Richard Gere, mangiando come la Clerici. Tutti
mentono, i giovani dicendo di non essere in grado di fare nulla a scuola, i
vecchi dicendo di non avere nulla da dare ai giovani, i pazienti raccontando
stronzate ai dottori per paura di essere sgridati, i dottori promettendo cure
statisticamente irrilevanti per strappare qualche firma di consenso. Un tempo
tutti mentivano per uno scopo. Invece, in questo sistema, in questi ultimi anni,
in questo strano mondo, tutti mentono per
nessuno scopo, nessuno sa perché mente, in verità nessuno sa neanche che sta
mentendo, che è ancora più aberrante e straordinariamente psicotico.
Le intolleranze alimentari nascono da un terreno di distonia psicotica che è il
seme fondamentale che ogni aborigeno semplice delle praterie diventato manager
di una filiale in un palazzo di vetro, ha nel suo cervello fin da bambino.
Allora sorridiamo davanti ad una telecamera o una macchina fotografica offrendo
un immagine irreale di noi, sbilenca, sfasata, falsa. Così scegliamo un cibo non
in sintonia con il nostro modo di essere, perché la tivù ci ha consigliato di
masticarlo, di comprarlo, di sorridere quando lo mangiamo, e farci vedere felici
in giro. Ma non sappiamo di essere falsi.
Ci chiudiamo dietro alle statistiche perché i numeri non mentono mentre le
persone si. Ci trinceriamo dietro a dei meccanismi perversi del sistema per
controllare o avere meglio la sensazione di controllare il mondo se solo nelle
nostre mani c'è un bollettino dell'istat o del ministero che ci confermi dei
dati o una relazione del'asl che ci confermi che il test delle intolleranze
alimentari che stiamo usando è realmente un test attendibile al 94%.
I laboratori Daphne Lab hanno letto
questo vostro bisogno, quello di essere appagati da questo sistema di cose, in
un mondo che mente, avere un numero che dica la verità. Ebbene abbiamo trovato
il percorso che ci faccia chiarezza tra la nebbia del dubbio per quanto riguarda
i test di intolleranze alimentari. Abbiamo per tanto scelto di far riferimento
alle migliori strutture del mondo per poter assicurare ai nostri clienti una
fiducia che prima non riuscivamo a garantire sulla carta ma solo nei fatti.
Abbiamo affidato al il Sincert e l'IMQ la certificazione di ogni processo di
qualità al 100% iso 9001. E con grande soddisfazione finalmente possiamo dire
che da quest'anno la Daphne Lab gode di tale importantissima certificazione
relativa all'esecuzione dei biotest di intolleranze alimentari. Ma tutto ciò no
ci è bastato. Perché l'attenzione e la fiducia che abbiamo riposto nei nostri
sistemi di laboratorio è talmente alta che abbiamo rischiato grosso, e abbiamo
puntato ancora più in alto. Siccome molte aziende possono farsi certificare i
loro sistemi di processi iso 9001 in qualità, ammesso che rispettino ovviamente
dei parametri di eccezione, noi abbiamo voluto fare molto di più per garantire
trasparenza e chiarezza ai clienti assuefatti dal sistema sociale. Per la prima
volta in Europa e forse nel mondo, ma non è un dato a cui posso accedere, una
azienda esperta in sistemi di BioTest è stata relazionata dall'ASL per la
verifica di un progetto pilota nell'ambito delle prove di ripetibilità di un
test di intolleranza alimentare. Ebbene noi abbiamo ottenuto il 94% di
attendibilità.
In genere, se un sistema di questa portata in Medicina non-Convenzionale è al di
sotto del 10% di errore allora è nella norma di qualità come ripetibilità, noi
abbiamo raggiunto solo il 6% di errore che è un minimo irrilevante.
Grazie agli sforzi che abbiamo compiuto con i nuovi sistemi professionali di
classe M serie MX della nuova generazione di BioTest di
intolleranze, la Daphne Lab ha aperto una nuova era d'oro nel campo dei BioTest.
Siamo stati gli unici che sono entrati nel sistema e con le stesse regole del
gioco del sistema siamo riusciti ad avere accreditamenti da enti istituzionali a
livello scientifico, per tecnologie e metodi che di scientifico, tanti anni fa,
molti scienziati avrebbero giurato essere solo una grande taroccata.
Con lo stesso metodo scientifico di valutazione che
l'establishment scientifica ufficiale
ha compilato in protocolli rigidi sperimentali, noi
siamo entrati in gareggiata e voliamo diritti verso nuove e più larghe
certificazioni. Con questo spirito ogni giorno lo staff della Daphne Lab può
lavorare serenamente a molti altri test di intolleranze e consulenze, come il
test di intolleranze junior per soli bambini, quello veterinario, quelli
executive per professionisti, ecc..
Il lavoro è stato per me e per tutto lo staff della nostra azienda una scelta
sacra e oculata. Per altri evidentemente no. Ci sono molti sistemi sul mercato
che non hanno certificazioni scientifiche alle basi, altri invece non potranno
mai averle, perché non rispettano canoni dettati dalla stessa scienza.
(tratto dal convegno intolleranze alimentari e diete: nuovi approcci di
biofisica, del 13 aprile 2008, presso la sala conferenza ASL Napoli1
dell’Ospedale S.Paolo, relatore Dr. Luigi Di Vaia).
vedi anche: Intolleranze al caffè, le intolleranze alla farina, le intolleranze ai lieviti, le intolleranze al latte, le intolleranze alimentari agli zuccheri.


